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La visita a Meryem Ana termina con la discesa alle fontane, servendosi della scala a sinistra di chi: esce dalla cappella' Scendendo, si passa davanti a un piccolo negozio appartenente al santuario e con i cui proventi uniti alle offerte trovate nella cappella l’Associazione ( Dernek ) proprietaria della chiesina e della zona cir­costante, garantisce la gestione e il buon andamento del santuario stesso. L’Associazione è composta da cristiani e da musulmani.

Proseguendo la discesa, si arriva alle fontane, alimentate dal­l’acqua potabile proveniente dai pozzi scavati a fianco della cappel­la. C è chi dice di aver ottenuto guarigioni o favori particolari con l'uso di quest’acqua che i visitatori spesso portano via con sé.

E assolutamente ridicola la trovata di alcuni che, pur di inte­ressare in qualche modo o di divertire i turisti, attribuiscono alle tre fontane proprietà riguardanti rispettivamente l’amore, la salute e la ricchezza, oppure l’intelligenza, la saggezza e il successo nelle cose materiali.

Altro fatto riprovevole è consigliare ai visitatori di legare strisce di stoffa ai rami degli alberi o degli arbusti rampicanti per ottenere grazie particolari o essere liberati dal malocchio. Pochi capiscono che certi comportamenti deturpano l’ambiente e vanno contro l’ecologia.

Lasciandosi alle spalle le fontane si continua il sentiero che porta alla uscita. Finisce cosi la visita al luogo considerato Santo sia dai cristiani che dai musulmani. Questo luogo, la cappella e i suoi dintorni, nel 1892 divenne proprietà di Suor Marie de Mandat Grancey ispiratrice delle ricerche di Meryem Ana. L’atto di proprietà poi passò a P. Poulin e più tardi a P. Euzet che lo'trasferì all Associazione che tuttora dirige questo luogo. Per questi passaggi la proprietà si é ridotta un poco a favore del Corpo Forestale dello Stato.